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Maurizio Piazza
Merate (LC)
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postheadericon L'impatto (anche sugli Enti Locali) del Piano triennale per l'informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019

 

2.4 I "BIG DATA" NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

Chi ha dato almeno un sguardo al Piano, magari anche solo all'indice, avrà sicuramente notato il capitolo 9 "Data & Analytics Framework", un titolo che per i non addetti ai lavori (ma anche per molti di loro) non parla direttamente. Non ne tratteremo qui i contenuti, ma proveremo a coglierne il senso per completare quanto detto sul nuovo modello di sistema informativo.

Il progetto possiamo riassumerlo così: "Il Data & Analytics Framework (DAF) fa parte delle attività atte a valorizzare il patrimonio informativo pubblico nazionale … L'idea è quella di aprire il mondo della Pubblica amministrazione ai benefici offerti dalle moderne piattaforme per la gestione e l'analisi dei big data …".
A molti non parla ancora!

Proviamo a coglierne il senso: l'attività amministrativa informatizzata, digitalizzata o dematerializzata che dir si voglia, produce innanzitutto informazione. E ne produce in misura ben più grande di quella contenuta negli "atti, dai e documenti" di cui si parla nelle norma (vedi Codice dell'Amministrazione Digitale).
Pensate all'interscambio documentale o alla gestione dei flussi procedimentali, ai servizi erogati online o ai flussi di comunicazione … e potremmo continuare ancora. E l'informazione prodotta è in gran parte "destrutturata", cioè non è etichettabile ed incasellabile in tabelle, schemi o strutture predefinite (per es.: il contenuto dei documenti).
Questa enorme mole di informazioni, nei sistemi attuali, si può dire che viene persa (sicuramente non viene adeguatamente non valorizzata). Infatti e non produce benefici significativi e non incide sull'operatività e sulle capacità decisionali, perché non restituisce elementi leggibili e riutilizzabili.

Nel progetto DAF si prevede che vengano memorizzati "nel rispetto delle normative in materia di protezione dei dati personali", in un sistema nazionale, "dati di potenziale interesse quali, ad esempio: le basi di dati che le PA generano per svolgere il proprio mandato istituzionale; i dati generati dai sistemi informatici delle Pubbliche amministrazioni come log e dati di utilizzo che non rientrano nella definizione precedente; (i dati autorizzati provenienti dal web e dai social network di potenziale interesse della Pubblica amministrazione".

E noi piccoli comuni (ma anche medi o medio grandi) cosa c'entriamo in tutto questo?
Direttamente forse nulla (se ne occuperanno centralmente le strutture deputate ed il Big Data Team della PA), ma indirettamente tutti saremo interessati e partecipi in quanto "produttori" di materia prima, le informazioni.
Tutta la PA parteciperà attraverso i sistemi informatici in uso, quelli impiegati nell'operatività quotidiana, a patto che adottino gli standard e siano conformi ai requisiti richiesti (vedi quanto dello in precedenza).