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Maurizio Piazza
Merate (LC)
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postheadericon L'impatto (anche sugli Enti Locali) del Piano triennale per l'informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019

 

2.2 IL SUPERAMENTO DELLA "LOGICA A SILOS"

Il tema è una della basi del Modello strategico ed è trattato specificamente nel capitolo "Infrastrutture immateriali" a proposito dei "Dati della Pubblica Amministrazione". Una logica, quella "a silos", eredità del modello passato con cui si intende "una componente isolata di un sistema informativo che non condivide i dati, le informazioni e/o i processi con le altre componenti del sistema".

Il Piano definisce senza equivoci che "Per sfruttare le potenzialità dell'immenso patrimonio dei dati raccolti e gestiti dalle PA è necessario attuare un cambio di paradigma nella loro gestione che consenta di superare la "logica a silos" in favore di una visione sistemica. Il dato deve essere inteso come bene comune, condiviso gratuitamente tra Pubbliche amministrazioni per scopi istituzionali".

Questa logica va superata innanzitutto in quelle "basi dati di interesse nazionale" introdotte dal Codice dell'Amministrazione digitale ed ora riprese ed ampliate nel Piano triennale, anche per il loro ruolo strategico nella costituzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione.

E qui un inciso, il sistema informativo della PA è uno solo, anche se apparentemente frammentato, nella sua formazione e disponibilità, fra i differenti livelli amministrativi e le ampie articolazioni territoriali (dalle grandi amministrazioni centrali al più piccolo Comune). Dare rilevanza strategica a questo concetto, e più in generale ai contenuti informativi (dati, documenti e processi) della Pubblica Amministrazione, che non dimentichiamo è "digitale" ormai di fatto oltre che di norma, è fondamentale per orientare (nel Piano si utilizza "riorientare") scelte ed investimenti, con un impatto inevitabile sull'evoluzione delle soluzioni informatiche. Impatto che va previsto positivamente anche sotto il profilo della qualità, dell'aperura e della trasparenza, oltre che verso una effettiva capacità di cooperare ed interoperare che dovrà essere "nativa" e non un po' posticcia, come in molti casi si rileva oggi.

A conferma dell'approccio di apertura e condivisione, viene anche precisato che il dato deve essere, "salvo casi documentati e propriamente motivati, utilizzabile dalla società civile", quindi una visione di apertura ed accessibilità verso e da l'esterno. Naturalmente quest'ultima affermazione è applicata primariamente al mondo degli open data, ovvero i "dati di tipo aperto", che giocano un ruolo fondamentale nella valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nei confronti con dell'intera società e di tutte le sue specificità: produttiva, economica, scientifica o civile che sia.